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Sito in aggiornamento

Ancora qualche settimana…

l nostro team sta lavorando ad un nuovo sito. Molte più informazioni su ciò che facciamo e proponiamo come associazione ma, più in generale, vogliamo fornire un punto di riferimento sullo sport per i disabili visivi.

Le discipline, i regolamenti e tanto altro. Tornate a trovarci e dateci consigli su come implementare questo spazio.

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La FISPES (Federazione Italiana Sport Paralimpici e Sperimentali) sta elaborando una serie di tutorial dedicati alla disabilità visiva per mantenersi in allenamento anche restando a casa. Questo è il primo. Brava Fispes e bravo Mario Poletti, tecnico nazionale di atletica leggera, che ci spiega con precisione come svolgere gli esercizi. ... See MoreSee Less

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Il nuovo sito è in aggiornamento. Un nuovo aspetto e, nel prossimo futuro, tante informazioni sulla nostra attività e, più in generale, sullo sport per non vedenti e ipovedenti. Veniteci a trovare e dateci i vostri consigli. ... See MoreSee Less

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Un abbraccio a tutti gli Amici dell'ASD Disabili Roma 2000. Tantissimi auguri per una serena pasqua.
Vorrei condividere con voi i versi della giornalista veneziana Irene Vella.
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Era l’11 marzo del 2020, le strade erano vuote, i negozi chiusi, la gente non usciva più.
Ma la primavera non sapeva nulla.
Ed i fiori continuavano a sbocciare
Ed il sole a splendere
E tornavano le rondini
E il cielo si colorava di rosa e di blu
La mattina si impastava il pane e si infornavano i ciambelloni
Diventava buio sempre più tardi e la mattina le luci entravano presto dalle finestre socchiuse
Era l’11 marzo 2020 i ragazzi studiavano connessi a Gsuite
E nel pomeriggio immancabile l’appuntamento a tressette
Fu l’anno in cui si poteva uscire solo per fare la spesa
Dopo poco chiusero tutto
Anche gli uffici
L’esercito iniziava a presidiare le uscite e i confini
Perché non c’era più spazio per tutti negli ospedali
E la gente si ammalava
Ma la primavera non lo sapeva e le gemme continuavano ad uscire
Era l’11 marzo del 2020 tutti furono messi in quarantena obbligatoria
I nonni le famiglie e anche i giovani
Allora la paura diventò reale
E le giornate sembravano tutte uguali
Ma la primavera non lo sapeva e le rose tornarono a fiorire
Si riscoprì il piacere di mangiare tutti insieme
Di scrivere lasciando libera l’immaginazione
Di leggere volando con la fantasia
Ci fu chi imparò una nuova lingua
Chi si mise a studiare e chi riprese l’ultimo esame che mancava alla tesi
Chi capì di amare davvero separato dalla
vita
Chi smise di scendere a patti con l’ignoranza
Chi chiuse l’ufficio e aprì un’osteria con solo otto coperti
Chi lasciò la fidanzata per urlare al mondo l’amore per il suo migliore amico
Ci fu chi diventò dottore per aiutare chiunque un domani ne avesse avuto bisogno
Fu l’anno in cui si capì l’importanza della salute e degli affetti veri
L’anno in cui il mondo sembrò fermarsi
E l’economia andare a picco
Ma la primavera non lo sapeva e i fiori lasciarono il posto ai frutti
E poi arrivò il giorno della liberazione
Eravamo alla tv e il primo ministro disse a reti unificate che l’emergenza era finita
E che il virus aveva perso
Che gli italiani tutti insieme avevano vinto
E allora uscimmo per strada
Con le lacrime agli occhi
Senza mascherine e guanti
Abbracciando il nostro vicino
Come fosse nostro fratello
E fu allora che arrivò l’estate
Perché la primavera non lo sapeva
Ed aveva continuato ad esserci
Nonostante tutto
Nonostante il virus
Nonostante la paura
Nonostante la morte
Perché la primavera non lo sapeva
Ed insegnò a tutti
La forza della vita.

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